Il Carosello delle Banche Centrali

Le vacanze sono ormai alle porte e come ogni anno prima della pausa estiva volevo condividere con voi un breve aggiornamento sull’attuale situazione economico-finanziaria.

Negli ultimi mesi i Banchieri Centrali, Mr. Powell (FED) e Mrs. Lagarde (BCE) ci hanno fatto rivivere il carosello della Lagostina, uno tra i più famosi e divertenti degli anni ’70, quello in cui un ometto buffo e nevrotico (Mr. Linea) percorre una linea di cui egli stesso è parte alla disperata ricerca della sua Lagostina.

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I Banchieri Centrali, infatti, ossessionati dalla loro Lagostina (ovvero riportare l’inflazione a valori vicini al 2%), nelle ultime riunioni si sono trasformati nel nevrotico e instabile Mr. Linea.

Ad agosto 2021 annunciavano che tutto era sotto controllo, garantendo al mercato tassi d’interesse bassi per un prolungato periodo di tempo. Il rialzo dell’inflazione era attribuito all’assenza di scorte post-Covid e in quanto tale solo di natura temporanea. Mr. Linea sorrideva.

A novembre 2021 i tassi d’inflazione continuarono a salire (della Lagostina non c’era nemmeno l’ombra) e l’ometto buffo e simpatico cominciò ad indispettirsi. Arrivarono quindi i primi annunci della vigile attesa e di possibili manovre correttive (aumento tassi e riduzione dei bilanci delle Banche Centrali). Mr. Linea indeciso sul da farsi decise di attendere.

Il 2022 partì tutto in salita, lo scoppio del conflitto Russia – Ucraina fece schizzare i tassi d’inflazione all’8% in America e al 6% in Europa. Mr. Linea uscì dai gangheri, cominciò ad imprecare in linguaggi non sempre chiari, si rese conto di essere in ritardo (dietro la curva) rischiando di perdere per sempre la sua amata Lagostina. Armato di fucile dichiarò guerra all’inflazione. Lagostina divenne così l’unico obiettivo da perseguire, costi quel che costi.

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Fonte: Sole24Ore giovedì 14 luglio 2022 – N. 192 su dati Ministero del Lavoro USA

Partì quindi la corsa dei tassi d’interesse, tutte le Banche Centrali a livello globale si affrettarono nella normalizzazione della propria politica monetaria alzando il costo del denaro a colpi da 0,50% – 0,75%.

La curva dei tassi d’interesse, funzione diretta dell’umore di Mr. Linea, subì così una brusca accelerazione verso l’alto su tutte le scadenze, raggiungendo verso metà luglio tassi vicini al 3% a 5 anni e vicini al 4% a 10 anni.

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Fonte: Anima Focus 07.2022 su dati Bloomberg 23 giugno 2022

Arriviamo quindi ad agosto, i dati macro-economici evidenziano economie in rallentamento e l’America registra per il secondo trimestre consecutivo una crescita negativa, -1,6% [gennaio – marzo], -0,9% [aprile-giugno].

Gli analisti si sono affrettati a rivedere le proprie proiezioni stimando un rallentamento della crescita a livello globale e aumentando le probabilità di recessione nel breve-medio termine.

Sulla scorta dei nuovi dati, l’umore di Mr. Linea cambia nuovamente, minor crescita significa minore domanda e quindi a parità di offerta minor inflazione, in altri termini l’obiettivo della Lagostina si avvicina.

Gli annunci dei Banchieri Centrali si fanno più soft e la curva dei tassi d’interesse torna a scendere.

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 Fonte: rielaborazione personale su dati Investing.com

Mr. Linea quindi riuscirà a trovare la sua Lagostina?

Rispondere a questa domanda significherebbe rivelare il finale del carosello Lagostina e questo non è tollerato dagli appassionati di corti o serie TV. Mi limiterò quindi a condividere con voi alcune considerazioni.

A nostro avviso l’inflazione è il risultato di due fattori congiunti ovvero problemi legati alle catene di approvvigionamento (COVID) e al caro energia (guerra). A questo bisogna aggiungere i problemi legati alla transizione energetica. Questi tre elementi hanno un minimo comun denominatore chiamato costo.

Il COVID ha portato ad una temporanea deglobalizzazione delle economie e la guerra ha inasprito ciò che era già in atto. I lockdown dei porti cinesi hanno portato alla minor disponibilità di prodotti e semi-lavorati, la guerra ha portato ad una minore disponibilità di materie prime e questi fattori combinati si sono scaricati a valle in maggiori prezzi.

Attualmente il porto di Shanghai (porto in cui transita la maggior parte della merce a livello globale) ha ripreso a funzionare e i tempi di attesa delle navi stanno pian piano tornando verso le medie dell’ultimo triennio. La guerra in Ucraina continua ma si sono raggiunti i primi accordi per le navi cariche di grano.

Le principali materie prime (petrolio, rame, alluminio), prevedendo un rallentamento della crescita globale, hanno registrato forti ribassi. Il petrolio è sceso verso i 90 dollari, l’alluminio verso i 2.300 $/tonn (dal picco dei quasi 4.000 $/tonn) e il rame verso i 7.300 $/tonn (dal picco dei quasi 11.000 $/tonn).

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Fonte: Sole24Ore giovedì 14 luglio 2022 – N. 192

La caccia alla Lagostina di Mr. Linea continua ma gli indizi trovati fanno ben sperare.

“Le crisi sono sempre un’opportunità. Hanno un costo ma alla fine accelerano le trasformazioni che erano già in atto.”

Bengt R. Holmstrӧm – Premio Nobel per l’economia 2016

Auguri di buona estate

Mauro Savoldelli

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